   Un Silvio Pellico stanco e depresso, uscito dalla prigione 
   Spielberg, viene festeggiato dalla marchesa Caron. L'abate 
   Giordano, suo amico, gli consiglia di riprendere a 
   scrivere, ma Pellico d'ora in avanti potrà solo scrivere 
   della sua esperienza di carcerato. Arrestato in casa del 
   conte Porro Lambertenghi, Pellico è sottoposto ad 
   estenuanti interrogatori sulla sua appartenenza alla 
   Carboneria e la sua amicizia con Pietro Maroncelli. Ad 
   incastrarlo è proprio un biglietto di quest'ultimo.   
