Video sorveglianza home made

Dopo che mi hanno regalato una webcam di poco valore, una D-link DCS-930LB1 ( Wired 10/100 Fast Ethernet or a wireless 802.11g/n wireless network)ho deciso di provarla per dei piccoli test di video sorveglianza, in aiuto è subito venuto il NAS per lo storage delle immagini/video generati dal rilevamento di movimento, successivamente è entrato in scena il raspberryPI B+ per diversi motivi legati alla riservatezza, la connessione WLAN locale non ha una gran velocità e limita le prove (802.11g Compliance Speed Up to 54 Mbps).

Per prima cosa si collega la webcam alla rete con cavo (eth) per configurarla, collegandosi alla webcam attraverso una pagina web da browser, una volta configurato il wifi integrato si potrà piazzare per la casa in modo libero perché basta solo una presa della corrente.

Dopo averla sistemata a dovere e resa operativa, dall’interfaccia web si possono configurare molte cose ed in pratica è già pronta per l’uso, durante i primi test ho generato sul NAS un’utente dedicato con uno spazio ben definito di circa 100 MB per non farmi sfuggire il controllo di registrazioni impazzite e ho impostato il salvataggio dei file attraverso FTP in locale, il flusso video in streaming è buono considerando che non si può ottenere un FPS alto dall’oggetto in questione, qualche difetto sulla qualità dei video è normale, ma tutto sommato non è male.

Da qui abbiamo accesso alle principali configurazioni sulle dimensioni e qualità delle immagini o ottimizzare la rilevazione di movimento con sensibilità e una maschera editabile, possiamo anche aggiornare il firmware, in pratica da qualsiasi apparecchio in LAN è possibile sia visualizzare che controllare la camera.

Per viasualizzare i file salvati basta accedere al NAS in rete.

Per un accesso dall’esterno ho preferito usare un tunnel SSH proxyficando il browser per l’acceso alla web page, mentre per visualizzare immagini e video salvati si proxyfica samba su android, winscp su win e sshfs e fuse su linux.

Per non accontentarsi abbiamo eseguito i test con mydlink / motion / motioneye.

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S3 GT-I9300 (int)+ cyanogenmod 13 + boeffla kernel

Non ho mai cambiato telefono per sfizio, ma solitamente aspettavo il temine della loro vita, il mio Nokia N73 dopo un cambio di batteria mostrava i segni del tempo ed ero tra i pochi che non aveva ancora uno smat-coso.

Era già uscito l’S4 e nell’aria c’era l’arrivo del nuovo e più potente S5, ma non avendo grosse esigenze e con pochi fondi ho preferito acquistare un nuovo S3 che nell’ottobre 2013 ho pagato 279 €.

Ad un primo approcio non mi è sembrato male ma mancava qualcosa, così per cominciare è stato subito “rootato”, ha retto per parecchio tempo fino a che la lentezza accumulata mi ha portato a un gesto estremo che all’idea di doverlo cambiare associata al rischio “brick” mi ha portato ad avventurami in quello che poi si è rivelata la miglior cosa che potessi fare.

A volte la paura di rendere il telefono inutilizzabile frena, ma la semplicità e la sicurezza delle operazioni da svolgere ti fa pensare “perché non l’ho fatto prima?”

 

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Systemd kill my detached tmux session

Ricordo ancora le parole del mio maestro di Linux : “il PC sicuro è il PC spento”

Su questo filo sottile hanno danzato illustrissime menti del nostro secolo per portare a uccidere una sessione di tmux quando si termina una sessione SSH.

Visto l’utilizzo del raspberry PI unicamente attraverso una sessione SSH, senza poter mantenere alcuni processi attivi all’interno di una sessione tmux, direi che potrei usarlo come portacenere.

Ma per chi vuole ostinarsi ad avere una macchina insicura una soluzione c’è !!!

rasp02

 

a seguire

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Filtrare la navigazione con openDNS

Mi son trovato ad affrontare un problema nuovo, la navigazione condivisa con minori.

La prole cresce e internet è in casa ormai da tempo, partendo dalla console wii collegata ai più recenti cellulofoni il wi-fi è nella normalità, cominciano le prime ricerche e oltre alla connessione condivido anche il PC, agli inizi assisto all’uso con il mio utente poi ne creo uno apposito al pargolo e gli accessi diventano autonomi.

L’altro giorno mi chiede come si può estrarre un brano da youtube per metterlo sul telefonino, e dopo una breve analisi seguo la strada più semplice come la ricerca da browser e il click su download ma le insidie sono dietro l’angolo, con un profilo vergine senza addon ad un certo punto esce una pagina piena di immagini hard, roba che farebbe inturgidire un giovine ma che al minore ha creato sincero imbarazzo.

Accipicchia !!! clicco ma la finestra non si chiude ! maledetti bastardi ! termino il browser ma il panico era nell’aria……….

Lezione numero 1 : non si scarica musica da internet aggratis.

mp3

Lezione numero 2 : operiamo un filtro a livello DNS

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